Il manoscritto inviato
non è in accordo con la nostra linea editoriale. Sfoglio il resto di posta e lo
ributto sul tavolo.
Nuova frase per la mia canzone.
Lavorando duro duramente s’impara.
Cinque del mattino. Storia in versione ridotta dell’operaio alienato. Caffè, più doccia, più silenzio, più strade deserte. Immondizia che circola sotto luci lampeggianti. Riflessi circolari di nebbia arancione.
File di armadietti metallici tempestati di adesivi e insulti a pennarello. Undici gradi centigradi. Via la giacca, via i jeans, via la maglia. Calzini termici, mutande di lana, reggiseno e canotta. Vestizione. Tuta Igloo su biancheria intima.
Il ginecologo che alza in aria la stampa dell’ecografia, fa segno di no con la testa, poi dice “Asherman.”
Alba del giorno dopo. Io che scarico cassette di verdura. Traffico frenetico di merci. Argani e carrelli elevatori in movimento. Motrici e rimorchi. Punti e linee che scivolano piano su laghi di cemento trovando una loro armonica geometria.
Lettera prestampata. Uno scarabocchio a biro in calce. Non. Negazione. Tre lettere per cambiare il significato della frase. Non, tra parentesi, è in accordo con la nostra linea editoriale.
Chiudo la porta di casa e getto le chiavi sulla mensola. Mi accartoccio sul letto.
Alza il pezzo di carta annerito e fa segno di no con la testa. Mi tocco la pancia. “Asherman” sussurro.
Nuova frase per la mia canzone.
Non c’è scampo per sempre, non c’è scampo.
La foto di lui in bianco e nero. Guarda il resto del mondo e sorride da una distanza seppiata.
Tutto intorno a me non fa altro che rivelarsi. Alzarsi, lavorare e dormire. Relazioni professionali. Lontana da chiunque. Motrici e rimorchi. Traffico frenetico di merci. Ecografie. Fa di no con la testa. Vestizione. Non è in accordo con la nostra linea.
Scivola piano in un abisso tiepido. Un sonno pacificatore. L’eternità in un momento. Tutto scivola via. Un abisso tiepido. Asherman per sempre. No con la testa. La vita scivola via lontano. Tutto ciò è vita. Te lo meriti. Distese bianche di silenzio. Ora sorrido a ciò che se ne va. Ora sorrido a ciò. Ora sorrido a. Ora sorrido.
Ora.
Nuova frase per la mia canzone.
Lavorando duro duramente s’impara.
Cinque del mattino. Storia in versione ridotta dell’operaio alienato. Caffè, più doccia, più silenzio, più strade deserte. Immondizia che circola sotto luci lampeggianti. Riflessi circolari di nebbia arancione.
File di armadietti metallici tempestati di adesivi e insulti a pennarello. Undici gradi centigradi. Via la giacca, via i jeans, via la maglia. Calzini termici, mutande di lana, reggiseno e canotta. Vestizione. Tuta Igloo su biancheria intima.
Il ginecologo che alza in aria la stampa dell’ecografia, fa segno di no con la testa, poi dice “Asherman.”
Alba del giorno dopo. Io che scarico cassette di verdura. Traffico frenetico di merci. Argani e carrelli elevatori in movimento. Motrici e rimorchi. Punti e linee che scivolano piano su laghi di cemento trovando una loro armonica geometria.
Lettera prestampata. Uno scarabocchio a biro in calce. Non. Negazione. Tre lettere per cambiare il significato della frase. Non, tra parentesi, è in accordo con la nostra linea editoriale.
Chiudo la porta di casa e getto le chiavi sulla mensola. Mi accartoccio sul letto.
Alza il pezzo di carta annerito e fa segno di no con la testa. Mi tocco la pancia. “Asherman” sussurro.
Nuova frase per la mia canzone.
Non c’è scampo per sempre, non c’è scampo.
La foto di lui in bianco e nero. Guarda il resto del mondo e sorride da una distanza seppiata.
Tutto intorno a me non fa altro che rivelarsi. Alzarsi, lavorare e dormire. Relazioni professionali. Lontana da chiunque. Motrici e rimorchi. Traffico frenetico di merci. Ecografie. Fa di no con la testa. Vestizione. Non è in accordo con la nostra linea.
Scivola piano in un abisso tiepido. Un sonno pacificatore. L’eternità in un momento. Tutto scivola via. Un abisso tiepido. Asherman per sempre. No con la testa. La vita scivola via lontano. Tutto ciò è vita. Te lo meriti. Distese bianche di silenzio. Ora sorrido a ciò che se ne va. Ora sorrido a ciò. Ora sorrido a. Ora sorrido.
Ora.